Gas serra Doc: l’impronta di carbonio d’un calice di rosso

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LA VOCE DEL MASTER – La preferenza dei consumatori verso generi agroalimentari che espongono marchi di sostenibilità ambientale, secondo diverse ricerche, è cresciuta in maniera costante negli ultimi anni. Di conseguenza numerose aziende e organizzazioni stanno portando avanti iniziative volte a stimare ed eventualmente ridurre l’impronta ecologica dei loro prodotti. Un esempio significativo è quello del settore vitivinicolo, dove progetti e interventi di sostenibilità si stanno sviluppando in tutti i paesi produttori.

Una cantina neozelandese, per esempio, ha calcolato la carbon footprint di uno dei suoi vini, ovvero la quantità di gas a effetto serra emessi durante l’intero ciclo produttivo, dal lavoro nei campi al trasporto. Il consumatore può leggerne il valore, espresso in grammi, direttamente sull’etichetta. L’impronta di carbonio varia ovviamente al variare della distanza tra produttore e consumatore. Sorseggiare un solo bicchiere del loro vino in Gran Bretagna, informa l’azienda, equivale a compiere un viaggio in macchina…

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